logo  
 
www.adbve.it
 

Comunicati stampa:

RIUNITO A VENEZIA PRESSO L’AUTORITA’ DI BACINO IL TAVOLO BRENTA

Venezia, 2 novembre 2004 -- Martedì 2 novembre, alle ore 10.00, si è tenuta, presso l’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico, una riunione per l’esame della situazione di criticità idraulica ed ambientale che si è verificata, nelle scorse settimane, nel bacino idroelettrico del Corlo (sul torrente Cismon appartenente al bacino idrografico del Brenta).
Hanno partecipato all’incontro l’Assessore della Regione Veneto, Massimo GIORGETTI, il Presidente della Provincia di Belluno, Sergio REOLON, il Presidente del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta di Cittadella Giuseppe DELLAI ed Antonio RUSCONI, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico. Sono anche intervenuti i rappresentanti della Provincia Autonoma di Trento, dell’Autorità di Bacino dell’Adige, del Comune di Arsiè, dell’ENEL di Feltre e di Trento e della Società “Primiero Energia”. Dopo aver analizzato le cause che hanno determinato alla fine dell’estate l’anomalo ed eccezionale svuotamento del serbatoio del Corlo, con gravi conseguenze sull’assetto ambientale dell’idrosistema e sulla fauna ittica, è stata confermata dai presenti la necessità di ottimizzare gli usi delle risorse idriche nel complesso sistema idrico che trae le sue origini dal territorio trentino fino a raggiungere, nella Regione Veneto, la pianura compresa tra Bassano e Padova.
Il Presidente della Provincia di Belluno Reolon ha ricordato che la gestione dei serbatoi deve essere rispettosa anche dell’ambiente e delle esigenze delle comunità rivierasche proponendo, a tale scopo, di fissare un limite agli svuotamenti degli invasi e confermando l’importanza ed il ruolo fondamentale dello sghiamento nell’ambito della tutela ambientale.
Alla conclusione dei lavori, l’Assessore Giorgetti ha evidenziato che i temi posti fanno parte delle complessive problematiche della sicurezza idraulica e della gestione delle risorse idriche del bacino idrografico del Brenta, sottolineando l’esigenza di condividere con tutti i Soggetti interessati le scelte fondamentali da adottare nell’ambito del piano di bacino. Ha tuttavia ricordato l’opportunità di attivare, fin da ora, i possibili interventi di manutenzione degli impianti e di gestione delle risorse idriche.
Il Segretario Rusconi ha garantito in tal senso il massimo impegno dell’Autorità di Bacino, riconvocando il “tavolo Brenta” entro un mese.

IL COMITATO ISTITUZIONALE ADOTTA IL PIANO PER L’ASSETTO IDROGEOLOGICO PER I BACINI IDROGRAFICI DEL BRENTA, PIAVE, TAGLIAMENTO, ISONZO

Venezia, 4 marzo 2004 --
Presieduto dal Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, si è, riunito ieri, 3 marzo, a Roma , presso il Ministero dell’Ambiente, il comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico.
Alla riunione hanno partecipato anche il Sottosegretario alle Infrastrutture Guido Viceconte, Maria Luisa Coppola, Assessore delegato dal Presidente della Regione del Veneto, Franco Iacop Assessore delegato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Silvano Grisenti, Assessore delegato dal Presidente della Provincia autonoma di Trento, Antonio Rusconi , segretario Generale dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico.
Il Comitato, dopo aver recepito le indicazioni e gli emendamenti della Regioni del Veneto e della Regione Friuli Venezia Giulia, ha adottato il Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico (noto come P.A.I.) dei bacini del Brenta-Bacchiglione, Piave, Tagliamento ed Isonzo previsto dalla Legge 365/2000.
In questo piano, sono state perimetrate le zone a pericolosità idraulica, geologica e valanghiva.. All’adozione del piano sono connesse le misure di salvaguardia, che entreranno in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, e che vincoleranno immediatamente, le aree aventi massima pericolosità (P3, P4).
Gli argomenti trattati dal Comitato Istituzionale hanno inoltre riguardato l’adozione del minimo deflusso vitale per il bacino del Tagliamento e del Piave nonché misure di salvaguardia per il bacino del Brenta finalizzate alla tutela degli acquiferi sotterranei.
Infine, Comitato Istituzionale, quale importante provvedimento previsto dal D.Lvo 152/99, ha approvato la “definizione degli obiettivi e delle priorità cui dovranno attenersi i Piani di Tutela delle Acque”, che andranno a costituire parte integrante dei piani di bacino (Brenta-Bacchiglione, Piave, livenza,Tagliamento ed Isonzo)

Il Comitato Istituzionale adotta il Piano Stralcio del Livenza

Venezia, 26 febbraio 2003 -- Presieduto dal Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, si è riunito ieri, 25 febbraio, a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico. Alla riunione hanno partecipato anche l’onorevole Guido Valter Cesare Viceconte, Sottosegretario alle Infrastrutture, l’onorevole Paolo Scarpa Bonazza Buora, Sottosegretario alle Politiche Agricole, Massimo Giorgetti, Assessore delegato dal Presidente della Regione Veneto, Paolo Ciani, Assessore delegato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Roberto Pinter, Assessore delegato dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento e Antonio Rusconi, segretario dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico.
Il Comitato, dopo aver analizzato i gravi effetti delle piene che hanno colpito i fiumi del Nord Est nella scorsa stagione autunnale, ha definitivamente adottato il Piano Stralcio per la sicurezza idraulica del bacino del Livenza, sottobacino Cellina-Meduna. Il Piano adottato ha recepito le osservazioni avanzate dalla Regione Friuli Venezia Giulia finalizzate ad anticipare alcuni interventi già previsti dal Progetto di Piano, adottato dallo stesso Comitato lo scorso mese di agosto.
Rispetto al progetto iniziale, il Piano definitivo ha dato massima priorità alla manutenzione del reticolo idrografico e al consolidamento delle difese arginali del Pordenonese, alla realizzazione della traversa di Colle, sul Meduna, e agli adeguamenti degli scarichi nella diga di Ravedis, sul Cellina. Il piano definitivo ha invece posticipato alle fasi successive l’adeguamento dei serbatoi esistenti destinati a laminare le piene e l’utilizzo dei magredi (ampie estensioni di ghiaia negli alvei) per la divagazione delle piene.
Nella stessa seduta, il Comitato Istituzionale ha adottato il Progetto di Piano stralcio per l’assetto idrogeologico (Pai) del Livenza, previsto dalla Legge 365 del 2000. In questo progetto sono state perimetrale le zone a rischio idrogeologiche del bacino e sono state formulate le relative norme di attuazione per regolamentare l’utilizzo dei territori, con effetti quindi anche sul piano urbanistico.
All’adozione dei Piani sopradescritti sono connesse le misure di salvaguardia che entreranno in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con questi provvedimenti, le aree fluviali e le zone a massima pericolosità (P3 e P4) vengono subito vincolate. Inoltre, dalla prossima stagione autunnale i serbatoi artificiali del Meduna verranno messi a disposizione per il trattenimento di una parte delle acque in caso di piena.

 

Le recenti alluvioni confermano le previsioni e gli allarmi dell’Autorità di Bacino

Venezia, 29 novembre 2002 — I gravissimi eventi idrogeologici di questi giorni, che hanno colpito con particolare intensità anche i territori dell’Alto Adriatico, hanno purtroppo confermato le analisi, gli studi e le previsioni che l’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico ha sviluppato in questi ultimi anni. L’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico ritiene utile precisare alcuni concetti.

Il sistema geologico ed idraulico del territorio e dei litorali di competenza dell’Autorità dell’Alto Adriatico è molto vulnerabile e le soluzioni indicate nei Piani adottati per i vari bacini idrografici rappresentano le sintesi di approfonditi studi e analisi svilluppate da qualificati Funzionari ed Esperti designati dalle Amministrazioni statali e regionali, le quali compongono l’Autorità di Bacino: tutti specialisti nelle varie discipline.

I concetti irrinunciabili che emergono nell’insieme degli approfondimenti dell’Autorità di Bacino indicano i seguenti punti fermi:

- le conoscenze continue ed aggiornate delle grandezze idrologiche, idrauliche e morfologiche dei bacini e dei fiumi devono costituire la base per la corretta pianificazione degli interventi, per la gestione dei sistemi e per l’investimento appropriato delle risorse economiche;

- la manutenzione del territorio va attuata in modo sistematico e nel rispetto dell’assetto morfologico del corso d’acqua, dei versanti montani e dei litorali costieri;

- gli interventi previsti nei Piani di bacino costituiscono il riferimento per attuare la difesa del suolo dei bacini idrografici. La loro realizzazione rappresenta il migliore strumento per la prevenzione e il migliore investimento contro i disastri idrogeologici. Per attuare i Piani, però, va assicurato un flusso costante e adeguato di finanziamenti;

- Le regole comportamentali fissate dall’Autorità di Bacino, riguardanti la tutela dei corsi d’acqua e del territorio hanno come obiettivo principale l’incolumità delle popolazioni, garantendo il contestuale sviluppo economico e sociale.

 


 

GOVERNO DELLE ACQUE FIUMI NORD-EST, IMPORTANTI DECISIONI DEL COMITATO ISTITUZIONALE    

Venezia, 1 agosto 2002 — Dopo 40 anni dalla disastrosa alluvione del novembre 1966, vengono ora indicate le soluzioni fondamentali per la sistemazione idrogeologica e la sicurezza idraulica del fiume Livenza, sotto bacino Cellina-Meduna.. Il 1° agosto, infatti, a Roma il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico ha adottato il progetto di Piano Stralcio specifico

Il progetto di piano prevede nell’arco di 12 anni (per un importo complessivo di 312 milioni di Euro) interventi strutturali e non strutturali per la mitigazione del rischio idraulico dei territori attraversati dai fiumi Cellina e Meduna, fino alla confluenza con il Livenza. Gli interventi sono mirati a trattenere, nella parte alta del Bacino, oltre 80 milioni di metri cubi di acqua, al fine di impedire gli allagamenti delle parti vallive, tra cui la città di Pordenone.

Il Comitato Istituzionale era presieduto dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, on. Altero Matteoli, e ha visto la partecipazione anche del Ministro delle Infrastrutture, prof. Pietro Lunari, degli assessori della Difesa del suolo della Regione Friuli Venezia Giulia, Paolo Ciani, del Veneto, Massimo Giorgetti e della Provincia Autonoma di Trento, Roberto Pinter.

Erano presenti anche il Sottosegretario all’Ambiente, on. Francesco Nucara, e il segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico (l’ente misto Stato-Regioni che, dopo approfonditi studi, ha predisposto il progetto di Piano), ing. Antonio Rusconi, che fungeva da segretario del Comitato Istituzionale,

Il progetto di Piano stralcio è stato approvato all’unanimità.

Gli interventi più importanti prevedono: il presidio, la ricalibratura e i rinforzi arginali del Noncello e del Meduna; la realizzazione della galleria scolmatrice tra invasi di Cà Selva e Cà Zul; la modifica degli scarichi degli sbarramenti di Cà Zul, Cà Selva e Ponte Racli; la manutenzione delle reti minori del bacino montano; una traversa fluviale in località Colle per la realizzazione di una cassa di espansione in serie; l’organizzazione di un sistema di monitoraggio pluviometrico-idrometrico sulle aste principali.

In base alla Legge sulla Difesa del Suolo, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera scatteranno i termini entro i quali potranno essere presentate osservazioni al Progetto di Piano.

Il Comitato Istituzionale nella seduta del 1° agosto ha altresì adottato, anche per quest’anno, le misure di salvaguardia finalizzate all’utilizzo del serbatoio del Corlo, sul torrente Cismon. Misure che permetteranno la laminazione delle piene autunnali del Brenta, indispensabile per la sicurezza degli insediamenti posti lungo il fiume, tra cui l’abitato di Valstagna e la stessa città di Padova.

Il Comitato ha inoltre deciso l’integrazione delle misure di salvaguardia finalizzate alla definizione della portata di rispetto del Tagliamento, prevedendo, nell’ipotesi di siccità e di deficit idrico, una temporanea riduzione del rilascio nella sezione di Ospedaletto, in comune di Gemona. Per questa situazione, è stato prorogato il termine di un anno relativo alla modifica delle opere di presa esistenti.

Il Comitato ha anche rinnovato di un ulteriore anno il termine del periodo sperimentale dei criteri applicativi della quantificazione della portata di rispetto stabilita dal Piano Stralcio per la gestione delle risorse idriche del Piave, adottato a Vittorio Veneto il 5 febbraio del 2001.

Infine, il Comitato ha preso atto, nel suo impianto generale, della bozza del protocollo d’intesa tra lo Stato e le Regioni interessate relativa al Coordinamento tra il Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche in provincia autonoma di Trento e i Piani di Bacino di rilievo nazionale. Il Comitato ha rinviato all’intesa fra Veneto e Provincia autonoma di Trento la definizione dei dettagli.

 


 

I PROBLEMI IDRICI DEL PIAVE ALLA "GIORNATA DELL'AMBIENTE"

Venezia, 27 maggio 2002— Si parlerà del Piave e delle sue problematiche in occasione della XX edizione della Giornata dell’Ambiente, promossa dall’Accademia Nazionale dei Lincei e in programma a Roma mercoledì 5 giugno. L’importante assise, infatti, quest’anno sarà dedicata al tema "Accettabilità delle acque per usi civili ed agricoli" con un convegno che tratterà temi di stretta attualità come gli usi irrigui. Sono previsti interventi di relatori di fama nazionale.

Antonio Rusconi, segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico, cioè l’ente misto Stato-Regioni preposto alla pianificazione della difesa del suolo e del governo delle acque per i fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione, terrà una relazione sull’uso irriguo del Piave dal titolo "Le indicazioni del Piano stralcio del Piave sull’uso di cave dismesse quali serbatoi di pianura ad uso irriguo".

La relazione, redatta assieme a Francesco Baruffi, responsabile dell’area tecnica dell’Autorità di Bacino, e a Antonio Zannin, direttore tecnico del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brentella di Pederobba, metterà in luce "la condizione di marcato sfruttamento della risorsa idrica e una conseguente situazione di conflittualità tra i diversi usi del Piave". Poi si soffermerà sul già approvato Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del Piave, studiato dall’Autorità di Bacino, che ha confermato e quantificato "la rilevante prevalenza degli usi irrigui nell’ambito del complessivo fabbisogno idrico del bacino". Il Piano stralcio ha individuato la soluzione più praticabile: trovare volumi di stoccaggio delle acque nelle zone di pianura prossime ai comprensori irrigui. L’ipotesi prevede di "utilizzare le cave di ghiaia dismesse, o attualmente in via di lavorazione, presenti nel medio e basso corso del fiume e poste sopra le quote delle falde, al fine di renderle disponibili per l’accumulo di volumi idrici da utilizzare per le esigenze irrigue". Le cave ritenute idonee a questo scopo sono state individuate nel Trevigiano, in quanto presentano, ognuna di loro, una capacità media dell’ordine di 5 milioni di metri cubi. Pertanto, sarà sufficiente adattarne per tale finalità un numero limitato, riducendo i prelievi di punta del Piave di 6 metri cubi al secondo per circa 45 giorni all’anno.

 


 

L’AUTORITA’ DI BACINO DICHIARA LO STATO DI SOFFERENZA IDRICA DEL PIAVE

Venezia, 25 gennaio 2002 - L’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico, con apposito provvedimento, previsto, in caso di siccità, dal piano stralcio di bacino per la gestione delle risorse idriche del Piave, ha in data odierna dichiarato lo stato di sofferenza idrica derivante dal configurarsi di una situazione siccitosa di media entità.

Con tale provvedimento, della durata di venti giorni (dal 26 gennaio al 14 febbraio), sono stati ridotti i prelievi ad uso irriguo ed industriale nella misura del 30 %, mentre le derivazioni idroelettriche sono state ridotte sostanzialmente al minimo per assicurare agli impianti l’efficienza meccanica e permettere pertanto di ricostituire nei grandi serbatoi montani almeno una parte delle riserve idriche ormai esaurite. Nel provvedimento è compresa anche la riduzione temporanea delle portate di rispetto (minimo deflusso vitale) nelle varie sezioni del Piave.

La singolarità della situazione e le conseguenti preoccupazioni dell’Autorità di Bacino derivano soprattutto dalla mancanza pressoché totale di copertura nivale in montagna, cioè di quel naturale vasto "serbatoio" che gradualmente restituisce in periodo primaverile le acque accumulate nei mesi invernali.

Il provvedimento è stato messo a punto dopo una serie di incontri con le principali Istituzioni competenti nella tutela del patrimonio idrico, nonché con i principali soggetti utilizzatori delle risorse idriche del Piave (la Regione Veneto, le Province di Belluno, Treviso e Venezia, i Consorzi irrigui, l’Enel, eccetera).

"Si tratta di un provvedimento di breve durata - dichiara Antonio Rusconi, Segretario dell’Autorità di Bacino - di natura preventiva allo scopo di costituire almeno una piccola parte delle riserve idriche da accantonare nell’ipotesi peggiore che la situazione di crisi permanga. Il Piave è un malato grave e per tale motivo lo abbiamo sottoposto ad un particolare monitoraggio avvalendoci dei competenti Uffici della Regione del Veneto (ARPAV e Ufficio Idrografico), finanziando per oltre 500 mila euro tali attività".

Di tale delicata situazione sono stati informati sia il Ministro dell’Ambiente, sia il Dipartimento della Protezione Civile di Roma ribadendo la necessità di finanziare al più presto gli interventi già previsti dal piano di bacino del Piave: riconversione irrigua, serbatoi di pianura, manutenzione del fiume, eccetera.

 

...
 
 
 
ermy2007
 

Autorità di bacino dei fiumi dell'Alto Adriatico - Cannaregio 4314 - 30121 Venezia

tel. 041 714 444
fax. 041 714 313